Secondo voi, che importanza ha l'editing, quando si presenta una
propria opera, che sia un racconto per un concorso o un romanzo a un
editore? Bisogna che il testo sia limato sino al più piccolo dettaglio
oppure ciò che conta è la storia, l'insieme, e poi il resto verrà semmai
in un secondo momento? Io credo che la revisione sia fondamentale.
Certo, il refuso può essere ammesso, ma niente di più. Ritengo
importante invece che il testo sia "lavorato" con cura, controllato sin
nel più piccolo dettaglio, rappresenti il meglio di ciò che possiamo
dare.
I grandi scrittori, sia pure in modi diversi, hanno sempre
puntato alla perfezione, per così dire. Certo, se si è nati Simenon, che
scriveva anche ottanta pagine al giorno che poi avevano bisogno di
pochissimi aggiustamenti (ma dai contemporanei veniva accusato talvolta
per questo motivo di una scrittura di "scarsa qualità"), tutto è più semplice. Comunque
sia, no possiamo aspettarci che ciò che scriviamo venga fuori al meglio
dal primo colpo, sarebbe un'ingenuità imperdonabile. Carver diceva che
aspettava con piacere il momento nel quale avrebbe cominciato l'opera di
riscrittura. Elmore Leonard aggiunge alle sue dieci regole di scrittura "la più importante: riscrivere". Ma l'idea più forte e chiara di ciò che aspetti lo scrittore la dà Cechov in una lettera inviata a un'amica: "Scrivete un romanzo. Scrivetelo per un anno intero, poi abbreviatelo per mezz'anno, e poi pubblicate. Voi limate poco, mentre una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta: che il lavoro sia minuzioso, laborioso".
Ricamare sulla carta.


Io so che per scrivere un racconto impiego pochissimo tempo, per limarlo, correggerlo, editarlo, invece, impiego ore, giorni, settimane (per non parlare dei romanzi!). Sì, io credo che l'editing sia laborioso ma dà anche molte soddisfazioni!
RispondiEliminaNon posso che concordare! Si tratta di una fase fondamentale e che amo: diversa dall'eccitazione del lavoro su una prima stesura, ma appassionante.
EliminaIn my lurid opinion, l'editing è fondamentale. E' chiaro che col tempo si impara quanto sia salvifica la coerenza della prima stesura, e che buttar giù duecento pagine alla boia d'un Giuda per poi aspettarsi miracoli in fase di riscrittura e revisione finale sia un atteggiamento suicida.
RispondiEliminaL'editing in linea generale toglie parecchia freschezza alla prima stesura, di conseguenza ritengo che sia meglio organizzare bene il lavoro già dalla scrittura della bozza. La revisione - accurata - dev'essere soprattutto un lavoro di cesello.
Infatti, anche io penso che lavoro di cesello sia la definizione giusta. E un lavoro divertente, almeno per quanto mi riguarda, devo dire
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